Il ponte d’Aquitania e l’Enerpac
Ogni giorno circa 90.000 veicoli utilizzano il ponte d’Aquitania per attraversare la Garonna, alleggerendo così la mole di traffico nel centro della città di Bordeaux. Nel 1999, la società autostrade francese ha deciso di sostituire l’intera sospensione del ponte e di ampliare il piano stradale, mantenendo il normale flusso di traffico durante i lavori di costruzione. Per la realizzazione di alcuni di questi importanti lavori, il gruppo Vinci Construction, e in particolare la società Baudin Châteauneuf, hanno utilizzato la tecnologia Enerpac.
Il ponte d’Aquitania, secondo ponte in sospensione per larghezza della Francia, è stato inaugurato nel 1967. È formato da tre campate, che misurano rispettivamente 143, 394 e 143 metri. La superficie stradale effettiva è larga 20 metri ed è sospesa a 53 metri d'altezza sopra il fiume. Il ponte pesa 11.460 tonnellate (struttura metallica e sovrastruttura). La parte in sospensione pesa 1900 tonnellate e i piloni di supporto sono alti 104 metri.
Poiché il nuovo progetto prevede l’ampliamento della sede stradale da due a tre corsie di viabilità, i nuovi cavi portanti del ponte d’Aquitania devono essere spostati maggiormente all’esterno di 2 metri rispetto ai cavi preesistenti. Questa operazione richiede il montaggio di 128 strutture d'estensione perpendicolari al piano del ponte, in modo da permettere l’attacco dei nuovi tiranti di sospensione. Anche la testata dei piloni, sui cui saranno installate le gru per i lavori di ristrutturazione, deve essere ampliata verso l’esterno per poter ospitare i nuovi supporti per i cavi.
Considerato lo spostamento previsto dei cavi, i dispositivi di ancoraggio devono essere modificati o ricostruiti e dovranno essere in grado di sopportare un incremento di peso, dovuto all’allargamento del ponte. Sulla sponda sinistra del fiume, ai piedi della zona a monte, dovrà essere gettata una trave di rinforzo da 3.300 tonnellate, da sollevare quindi all’altezza di 40 metri per l'ancoraggio delle travi e per applicare la tensione necessaria sui nuovi cavi. Questa operazione di sollevamento sarà eseguita utilizzando dei cilindri idraulici. Sono infine previsti dei lavori di costruzione a livello del terreno circostante.
Durante le opere di costruzione del nuovo sistema, la vecchia sospensione dovrà rimanere in servizio, il che significa che i due sistemi dovranno coesistere. È prevista l'installazione di una sospensione ausiliaria allo scopo di sostenere il carico aggiuntivo dovuto ai lavori di ampliamento del piano stradale. I 61 trefoli che formano il nuovo cavo sono montati su impalcature pensili lungo la vecchia sospensione e, successivamente, agganciati insieme per mezzo di anelli, venendo così a formare un unico grande cavo dal diametro di 500 mm. Si utilizzano 128 anelli in acciaio formati da due sezioni, ciascuna di peso pari a 1000 kg. Una gru posiziona i due mezzi anelli lungo i trefoli, dove saranno sostenuti da apposite maschere di montaggio. La parte inferiore dell’anello viene collegata al tirante di sospensione, che corre lungo il piano del ponte. La parte superiore dell’anello ricopre i trefoli. I due semi-anelli vengono quindi imbullonati insieme. Le operazioni di messa in tensione e serraggio del collegamento avvitato vengono eseguite tramite uno speciale sistema idraulico Enerpac composto da 16 cilindri tuffanti cavi, modello RCH603, con capacità pari a 930 tonnellate, alimentati da una pompa idraulica centrale GPEM 3820E. L’elevata efficienza di questo sistema permette di serrare i 128 anelli in tre giorni utilizzando due gruppi di attrezzature, con un notevole risparmio di tempo.
Il peso del ponte quindi dovrà essere spostato gradualmente, in due fasi, dalla vecchia alla nuova sospensione.
Fase uno. Il nuovo cavo portante viene collegato alla campata laterale del ponte senza essere messo in tensione. Nella parte più alta della campata centrale verrà a trovarsi 2 metri sopra la posizione finale. Utilizzando due cilindri con dado di sicurezza Enerpac CLL1006 posizionati ai piedi di ciascun tirante di sospensione, per un totale di 128 cilindri con una potenza idraulica di tiro di 12.160 tonnellate, le estremità dei tiranti di sospensione vengono gradualmente tirate, in varie fasi, in prossimità del piano del ponte. Una volta che le estremità del tirante avranno raggiunto la posizione definitiva, saranno bloccate in posizione con un gancio. Al termine di questa fase, il 70% del carico del ponte appoggerà sui nuovi cavi.
Fase due. Per scollegare i vecchi tiranti di sospensione, occorrerà scaricare la pressione allentando la tensione ancora applicata al vecchio cavo. Questa operazione viene realizzata utilizzando quattro cilindri a basso peso Enerpac modello RCS302 per tiranti di sospensione. Al termine di questa seconda fase, il carico del ponte appoggerà completamente sulla nuova sospensione. Nel corso di queste operazioni, i cilindri controllano dei supporti mobili che rivestono completamente i piloni.
Le dimensioni dei gruppi idraulici Enerpac sono state pensate appositamente per consentire azioni simultanee sui tiranti di sospensione. Si utilizzeranno circa 1.400 metri di tubo flessibile termoplastico Enerpac.
Una volta completato il trasferimento di carico, i vecchi cavi saranno sollevati ad un’altezza di circa 4,3 metri sopra la campata centrale e smantellati, come precedentemente effettuato con i cavi ausiliari. Tutto ciò che rimane da eseguire sono le prove di carico e il completamento del lavoro, previsto per il 2004. |